Contributi R&D / Innovazione · 24 settembre 2026

Progetti di ricerca e sviluppo finanziati: come capire se un progetto è davvero R&S e renderlo finanziabile

Come capire se un progetto è davvero R&S, strutturarlo e scegliere il finanziamento giusto tra bandi nazionali, regionali ed europei.

Illustrazione Merinnova: un percorso tra ricerca, strategia e realizzazione

Un nuovo prodotto da sviluppare. Un algoritmo che deve funzionare in condizioni in cui le soluzioni disponibili non sono sufficienti. Un dispositivo biomedicale da validare. Un processo produttivo che richiede nuove conoscenze prima di poter essere industrializzato.

Quando nasce un progetto di innovazione, una delle prime domande dell'impresa è spesso: esiste un bando che può finanziarlo?

È una domanda legittima, ma non sempre è la prima da fare.

Prima occorre capire se quello che l'impresa vuole realizzare è davvero un progetto di ricerca e sviluppo, quale problema tecnico deve risolvere, quali attività saranno necessarie, quale livello di maturità tecnologica vuole raggiungere e quali risorse serviranno.

Solo dopo ha senso cercare lo strumento di finanziamento più coerente.

È una distinzione importante, perché i programmi disponibili possono cambiare rapidamente, mentre la qualità del progetto resta. Nel 2026, per esempio, misure molto diverse come Scoperta Imprenditoriale II del MIMIT, Collabora&Innova II di Regione Lombardia, Tech4Health e la seconda Open Call europea UNITE sulla Digital Health hanno previsto o prevedono il finanziamento di progetti con dimensioni, territori e regole differenti, ma condividono un elemento: richiedono che l'idea sia trasformata in un progetto strutturato, tecnicamente credibile e realizzabile.

Quando un progetto è davvero ricerca e sviluppo?

Innovare non significa automaticamente fare ricerca e sviluppo.

Acquistare una nuova macchina, adottare un software disponibile sul mercato, digitalizzare un processo aziendale o aggiungere una normale funzionalità a un prodotto possono essere investimenti importanti per l'impresa, ma non per questo costituiscono necessariamente attività di R&S.

Un riferimento utile è il Manuale di Frascati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), utilizzato a livello internazionale per identificare le attività di ricerca e sviluppo. Per rientrare nella R&S, un'attività deve presentare congiuntamente elementi di novità, creatività, incertezza, sistematicità e trasferibilità o riproducibilità dei risultati.

In termini molto concreti, una buona domanda da porsi è:

c'è qualcosa di tecnicamente rilevante che oggi non sappiamo ancora se riusciremo a ottenere, e che richiede un percorso strutturato di ricerca, sperimentazione e verifica?

Se la risposta è sì, può esserci una base per un progetto R&S.

Se invece sappiamo già quale soluzione adottare e il problema consiste principalmente nell'acquistarla, configurarla o implementarla, probabilmente siamo più vicini a un investimento o a un progetto di innovazione ordinaria.

La distinzione deve comunque essere verificata rispetto alle regole del singolo programma di finanziamento.

Ricerca industriale e sviluppo sperimentale: non sono la stessa cosa

Nei programmi pubblici di sostegno alla R&S ricorrono spesso due categorie: ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Il Regolamento (UE) n. 651/2014, articolo 2, punti 85 e 86 definisce la ricerca industriale come un'attività pianificata volta ad acquisire nuove conoscenze e capacità per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o significativamente migliorati. Può comprendere anche prototipi realizzati in laboratorio o in ambienti simulati quando servono a validare una tecnologia.

Lo sviluppo sperimentale utilizza invece conoscenze scientifiche, tecnologiche e industriali già disponibili per realizzare o migliorare prodotti, processi e servizi. Può comprendere prototipazione, dimostrazione, test e validazione in condizioni sempre più vicine a quelle reali.

Le modifiche di routine o periodiche a prodotti e processi esistenti, invece, non rientrano normalmente nello sviluppo sperimentale.

Questa distinzione non è puramente terminologica. Può influire sulle attività ammissibili, sull'intensità del contributo, sulla struttura del budget e sulla valutazione tecnica del progetto.

Approfondisci: ricerca industriale e sviluppo sperimentale: differenze ed esempi

Il ruolo dei TRL: capire da dove partiamo e dove vogliamo arrivare

Un altro concetto frequente nei progetti finanziati è quello di Technology Readiness Level, o TRL.

La scala TRL va generalmente da 1 a 9 e descrive il livello di maturità di una tecnologia: dai principi di base e dal proof of concept fino alla validazione in ambiente operativo e alla soluzione pienamente dimostrata.

Non va utilizzata meccanicamente per stabilire se un'attività sia ricerca industriale o sviluppo sperimentale, ma è molto utile per raccontare la traiettoria tecnologica del progetto.

Un progetto credibile dovrebbe poter spiegare:

da quale livello di maturità partiamo, quali problemi dobbiamo risolvere e quale livello vogliamo raggiungere alla fine?

Alcuni programmi introducono vincoli espliciti. Tech4Health, per esempio, richiedeva nel 2026 progetti con un livello di partenza non inferiore a TRL 4, quindi con una tecnologia che avesse già superato la fase puramente concettuale e fosse almeno validata in laboratorio.

Per valutare il punto di partenza della tecnologia e le prove da programmare, approfondisci come stimare il TRL iniziale e finale di un progetto.

Un buon progetto R&S parte dal problema, non dal bando

Uno degli errori più frequenti è leggere un bando interessante e provare a costruire retroattivamente un progetto che possa entrarci.

L'approccio dovrebbe essere opposto.

Prima si chiariscono il bisogno dell'impresa, il problema tecnico o scientifico, lo stato dell'arte e il risultato che si vuole raggiungere. Poi si definiscono le attività necessarie, le competenze, i partner, il budget e i tempi. A quel punto è possibile confrontare il progetto con i programmi disponibili.

Abbiamo approfondito questo primo passaggio anche nell'articolo:

Dall’idea al progetto finanziabile: 7 domande prima del bando

Il punto è semplice: la finanza agevolata dovrebbe accelerare una strategia di innovazione che ha già una propria logica industriale, non crearla artificialmente.

Questo permette anche di dire di no a opportunità apparentemente molto convenienti ma poco coerenti con la direzione dell'impresa.

Stato dell'arte e incertezza tecnica: due elementi decisivi

Per sostenere che un progetto contiene reale R&S non basta utilizzare tecnologie avanzate.

Un progetto basato sull'intelligenza artificiale, per esempio, non diventa automaticamente un progetto di ricerca solo perché utilizza AI.

Occorre spiegare che cosa esiste già, quali limiti presenta rispetto al problema specifico e che cosa il progetto dovrà scoprire, dimostrare o validare.

Lo stato dell'arte serve proprio a costruire questo confine.

Non deve essere necessariamente una pubblicazione accademica di decine di pagine. Deve però dimostrare che l'impresa conosce le soluzioni esistenti e sa identificare con precisione il gap che intende affrontare.

Da quel gap derivano le vere domande di ricerca.

Per esempio: un modello predittivo riesce a mantenere una determinata accuratezza utilizzando dati disponibili in condizioni operative reali? Un dispositivo mantiene le proprie prestazioni quando passa dal laboratorio al contesto clinico? È possibile integrare fonti informative eterogenee mantenendo tempi di elaborazione compatibili con il processo industriale?

Queste domande rendono visibile l'incertezza tecnica del progetto e permettono di costruire attività sperimentali coerenti.

Dal problema ai Work Package

Quando l'obiettivo e le incertezze sono chiari, il progetto può essere trasformato in un piano di lavoro.

Nei progetti più complessi questo significa costruire Work Package, attività, milestone e deliverable.

Un buon Work Package non è semplicemente un contenitore amministrativo. Deve rappresentare un pezzo coerente del percorso che conduce dal punto di partenza al risultato atteso.

La sequenza potrebbe comprendere analisi e progettazione, sviluppo dei modelli o dei componenti tecnologici, realizzazione dei prototipi, integrazione, sperimentazione, validazione e dimostrazione.

Ogni fase dovrebbe produrre evidenze che permettano di prendere una decisione: continuare, modificare l'approccio, ripetere un test o abbandonare un'ipotesi che non funziona.

Nei progetti di R&S, infatti, l'incertezza non è un difetto da nascondere. È parte del progetto. Quello che deve essere chiaro è come intendiamo gestirla.

Partner e organismi di ricerca: quando servono davvero?

Molti strumenti incentivano o richiedono progetti collaborativi.

Questo non significa che ogni impresa debba necessariamente coinvolgere un'università.

La scelta dipende dal progetto e dal programma.

Un organismo di ricerca può essere particolarmente utile quando occorrono competenze scientifiche specialistiche, metodologie sperimentali, laboratori, infrastrutture o capacità di validazione che l'impresa non possiede internamente.

Un'altra impresa può invece essere il partner corretto quando possiede una tecnologia complementare, dati, competenze industriali o l'accesso al contesto in cui la soluzione dovrà essere testata.

In alcuni bandi la collaborazione è parte integrante dell'ammissibilità. Collabora&Innova II di Regione Lombardia, per esempio, è stato costruito per partenariati composti da un minimo di tre e un massimo di otto soggetti, con almeno una PMI e un organismo di ricerca. I progetti ammissibili dovevano avere un valore minimo di 3,5 milioni di euro.

In altri casi esistono configurazioni differenti. Scoperta Imprenditoriale II, per esempio, prevede sia progetti congiunti fino a tre proponenti sia, per determinate tipologie di impresa, progetti presentati da un singolo soggetto con il coinvolgimento di fornitori esterni indipendenti per attività di ricerca e sviluppo pari almeno al 10% dei costi complessivi ammissibili.

Il partner, quindi, non dovrebbe essere inserito soltanto perché “serve per il bando”. Deve avere un ruolo comprensibile nel progetto.

Quattro esempi molto diversi di finanziamento della R&S nel 2026

La varietà delle opportunità disponibili mostra perché non esiste “il bando migliore” in assoluto.

Scoperta Imprenditoriale II

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha destinato oltre 505 milioni di euro a Scoperta Imprenditoriale II, per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle Regioni meno sviluppate, con costi ammissibili compresi tra 1 e 5 milioni di euro e durata tra 18 e 36 mesi.

La misura finanzia progetti collegati alle tecnologie abilitanti fondamentali e alla Strategia nazionale di specializzazione intelligente. Le domande potranno essere presentate dal 7 ottobre 2026.

È un esempio di programma in cui dimensione del progetto, collaborazione, capacità finanziaria dell'impresa e qualità del percorso di R&S devono essere valutati insieme.

Fonte: MIMIT · Scoperta Imprenditoriale II (2026).

Collabora&Innova II

La seconda edizione di Collabora&Innova di Regione Lombardia ha messo a disposizione 90 milioni di euro, incrementabili fino a 108 milioni, per progetti complessi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

La misura richiedeva partenariati tra imprese e organismi di ricerca e prevedeva contributi a fondo perduto differenziati in funzione della tipologia di beneficiario.

La finestra 2026 si è chiusa il 22 settembre 2026, ma rappresenta bene una tipologia di strumenti regionali nei quali la costruzione del partenariato e l'allineamento alle priorità della Smart Specialisation Strategy regionale diventano parte centrale della progettazione.

Fonte: Regione Lombardia · Collabora&Innova 2 e bando ufficiale.

Tech4Health

Tech4Health, iniziativa del Dipartimento per la trasformazione digitale realizzata dalla Fondazione Ugo Bordoni, ha aperto nel 2026 un avviso per progetti nell'ambito della Digital Health e del biomedicale.

Le candidature dovevano essere presentate da Associazioni Temporanee di Scopo formate da imprese e organismi di ricerca. I progetti dovevano partire almeno da TRL 4, avere costi ammissibili compresi tra 1,5 e 5 milioni di euro e potevano ottenere percentuali di sostegno differenziate tra il 25% e il 70%, secondo le condizioni dell'avviso. La call si è chiusa il 30 giugno 2026 con oltre 70 proposte presentate.

È un esempio interessante di finanziamento in cui ricerca, tecnologia e capacità di generare un impatto concreto sul sistema sanitario devono convivere.

Fonti: Tech4Health · Avviso pubblico; Tech4Health · Chiusura delle candidature e proposte ricevute.

UNITE Digital Health

Ancora diversa è la seconda Joint Interregional Projects (JIP) Open Call di UNITE – European Digital Health Valleys, programma paneuropeo dedicato alla Digital Health.

La call, aperta dal 10 settembre al 10 dicembre 2026, mette a disposizione 6 milioni di euro, con un massimo di 1 milione per progetto. I progetti devono essere sviluppati da collaborazioni interregionali che comprendano almeno tre organizzazioni provenienti da tre regioni partecipanti e includere almeno un fornitore di soluzioni, un soggetto di ricerca e un end-user in grado di dimostrare la tecnologia in un contesto reale.

Qui il valore non risiede soltanto nello sviluppo tecnologico, ma nella capacità di costruire una sperimentazione internazionale che coinvolga ricerca, industria e utilizzatori finali.

Fonte: Regione Lombardia / Open Innovation · UNITE JIP Open Call 2.

Cosa ci insegnano questi bandi

Scoperta Imprenditoriale, Collabora&Innova, Tech4Health e UNITE sono strumenti molto diversi.

Cambiano territorio, settore, dimensione del progetto, partenariato, modalità di finanziamento e livello di maturità richiesto.

Ma pongono alle imprese domande molto simili.

Qual è il problema che vogliamo risolvere? Qual è l'avanzamento rispetto allo stato dell'arte? Quali incertezze dobbiamo affrontare? Chi possiede le competenze necessarie? Quali risultati saranno misurabili? Il progetto è sostenibile economicamente? E siamo in grado di gestirlo una volta ottenuto il finanziamento?

È per questo che lo scouting dei bandi è solo una parte del lavoro.

Quali costi possono essere finanziati in un progetto R&S?

Le categorie dipendono sempre dallo specifico programma.

Nei diversi strumenti possono essere riconosciuti, con regole e limiti differenti, costi del personale impegnato nelle attività di ricerca, servizi specialistici e consulenze, ricerca contrattuale, strumentazioni e attrezzature, materiali e componenti utilizzati nelle sperimentazioni e quote di costi indiretti o spese generali.

La domanda corretta, quindi, non è semplicemente “questa spesa è finanziabile?”.

Prima bisogna chiedersi a quale attività del progetto serve e perché è necessaria per raggiungere il risultato.

Solo successivamente si verifica se il programma selezionato riconosce quella specifica categoria di costo.

Il contributo non elimina il problema della sostenibilità finanziaria

Anche un progetto con un'elevata percentuale di contributo richiede capacità finanziaria.

L'impresa può dover anticipare costi, sostenere spese non ammissibili, rispettare tempi di rendicontazione, affrontare eventuali slittamenti nelle erogazioni e finanziare le attività che proseguiranno dopo la conclusione del progetto.

Per questo un assessment serio dovrebbe comprendere anche una verifica del cash flow di progetto.

Un'opportunità teoricamente molto conveniente può diventare problematica se obbliga l'azienda a immobilizzare risorse che non può sostenere.

Scopri come ti accompagniamo nella ricerca dei fondi per la ricerca e l’innovazione

Essere finanziati è l'inizio, non la fine

La candidatura tende naturalmente a concentrare molta attenzione.

Ma nei progetti di R&S il lavoro più importante inizia spesso dopo l'approvazione.

A quel punto attività, budget, milestone e responsabilità scritte nella proposta diventano impegni da gestire.

Bisogna coordinare partner e fornitori, monitorare attività e costi, documentare le decisioni, raccogliere evidenze tecniche, gestire variazioni, preparare rendicontazioni e mantenere allineato il progetto agli obiettivi industriali dell'impresa.

Un progetto finanziato ma mal gestito può perdere tempo, generare costi aggiuntivi e non arrivare al risultato per cui era stato costruito.

Per questo in Merinnova consideriamo Innovation Management, Funding e Project Management come parti dello stesso percorso.

Il finanziamento è una leva. L'obiettivo rimane realizzare un'innovazione che abbia senso per l'impresa.

Come capire in pochi minuti se un'idea merita un assessment R&S

Prima di cercare il bando, può essere utile rispondere a queste cinque domande:

  1. Vogliamo ottenere qualcosa che le soluzioni disponibili oggi non ci permettono di fare in modo adeguato?
  2. Esistono incertezze tecniche o scientifiche reali che richiedono sperimentazione?
  3. Possiamo descrivere un punto di partenza e un avanzamento tecnologico misurabile?
  4. Possiamo organizzare il lavoro in attività, test, risultati intermedi e verifiche?
  5. Se il progetto funzionasse, produrrebbe un valore industriale concreto per l'impresa o per gli utilizzatori?

Cinque risposte positive non garantiscono l'accesso a un finanziamento, ma indicano che vale la pena approfondire.

Il passaggio successivo non è necessariamente compilare una domanda.

È costruire il progetto.

Domande frequenti sui progetti di ricerca e sviluppo finanziati

Un progetto deve essere completamente nuovo per essere considerato R&S?

Non necessariamente. Può riguardare anche un miglioramento significativo di un prodotto, processo o servizio esistente. Deve però esserci un reale avanzamento e non una semplice modifica di routine.

Un progetto software può essere ricerca e sviluppo?

Sì. Anche prodotti e servizi digitali possono rientrare nella ricerca industriale e nello sviluppo sperimentale. Non basta però realizzare software: devono essere presenti novità e incertezze tecniche coerenti con le definizioni di R&S.

Serve sempre un'università?

No. Dipende dal programma e dal progetto. Alcuni bandi rendono obbligatoria la presenza di un organismo di ricerca, altri consentono progetti con differenti forme di collaborazione.

Posso partire dal bando e poi definire il progetto?

È possibile, ma spesso produce candidature poco solide. È preferibile partire da un'esigenza industriale reale e utilizzare il bando per accelerarne la realizzazione.

Un progetto già vicino al mercato può ancora essere finanziabile?

Sì, in alcuni programmi. Le attività di sviluppo sperimentale possono comprendere prototipazione, dimostrazione, test e validazione in condizioni rappresentative dell'ambiente operativo. Le condizioni dipendono però dallo strumento scelto.

Quanto deve essere grande un progetto R&S?

Non esiste una dimensione standard. Nel 2026 alcuni programmi accettano progetti da circa un milione di euro, altri richiedono dimensioni superiori a tre milioni. Esistono però anche strumenti regionali destinati a iniziative significativamente più piccole. La dimensione del progetto deve essere coerente con il lavoro realmente necessario.

Prima il progetto. Poi il finanziamento.

Un buon progetto di ricerca e sviluppo nasce da un problema concreto e da una direzione industriale.

Il finanziamento pubblico può ridurre il rischio, aumentare le risorse disponibili, facilitare collaborazioni con imprese e organismi di ricerca e permettere di affrontare sperimentazioni più ambiziose.

Ma funziona realmente quando entra in un progetto che l'impresa è in grado di comprendere, sostenere e realizzare.

In Merinnova partiamo da qui: dal bisogno, dalla tecnologia, dalle persone e dagli obiettivi dell'impresa. Valutiamo la finanziabilità, aiutiamo a costruire la proposta e, quando il progetto parte, lavoriamo insieme al team per portarlo fino alla realizzazione e alla rendicontazione.

Hai un progetto di ricerca o innovazione da sviluppare?

Raccontaci a che punto sei. Prima ancora di cercare un bando, possiamo capire insieme se e come l'idea può diventare un progetto R&S finanziabile.

Per capire come possiamo affiancare il tuo gruppo di lavoro, leggi la pagina dedicata alla progettazione e gestione dei progetti R&S finanziati.

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