Vita di Merinnova · 23 ottobre 2026

Un anno di Merinnova. Dentro i progetti, fino al collo.

Dai progetti di ricerca e sviluppo finanziati con la Legge 6/23 ai fondi FESR e SIMEST, fino alla gestione di progetti complessi di innovazione e cambiamento. Un anno di lavoro a fianco di imprese e organizzazioni, con un modo preciso di intendere il nostro ruolo.

Negli ultimi dodici mesi, in Merinnova abbiamo lavorato con aziende e organizzazioni molto diverse tra loro, affrontando progetti che ci hanno portato a confrontarci con tecnologie, settori industriali, persone e problemi ogni volta differenti.

In alcuni casi siamo partiti da un'idea di ricerca e sviluppo ancora da definire. In altri abbiamo affiancato imprese che avevano già individuato un'opportunità di finanziamento, ma dovevano capire come trasformarla in un progetto concreto. In altri ancora siamo entrati in organizzazioni pubbliche e private per aiutare a gestire programmi di cambiamento complessi, nei quali la difficoltà principale non era necessariamente tecnologica, ma organizzativa.

Se dovessimo raccontare questo anno attraverso le attività svolte, potremmo mettere in fila progetti, bandi, candidature, riunioni, pianificazioni e rendicontazioni.

Ma credo che questo elenco racconterebbe soltanto una parte del nostro lavoro.

Dalla ricerca e sviluppo ai progetti finanziati

Una parte importante delle nostre attività ha riguardato i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, in particolare quelli sostenuti dalla Legge provinciale 6/2023 del Trentino.

Abbiamo lavorato con le imprese per comprendere le loro esigenze di innovazione, individuare le sfide tecnologiche, costruire programmi di ricerca credibili e coinvolgere le competenze necessarie, spesso attraverso collaborazioni con università, centri di ricerca e altre aziende.

Non sempre è un percorso semplice. Un'impresa conosce molto bene il proprio prodotto e il mercato in cui opera, ma trasformare un'esigenza di innovazione in un progetto di ricerca richiede un lavoro diverso: occorre definire cosa si vuole scoprire, quali problemi tecnici devono ancora essere risolti, quanto tempo servirà e quali risultati sarà ragionevole aspettarsi.

Abbiamo accompagnato le aziende anche nelle fasi successive all'approvazione dei progetti, quando quanto è stato scritto deve diventare lavoro quotidiano, con risorse da coordinare, costi da controllare, risultati da raggiungere e attività da rendicontare.

A queste esperienze si sono aggiunti progetti sostenuti dai programmi FESR, spesso caratterizzati dalla collaborazione tra imprese, università e partner tecnologici, e iniziative legate agli strumenti SIMEST, nelle quali abbiamo affiancato le aziende nella costruzione di percorsi di investimento e crescita.

Strumenti diversi, regole diverse, contesti diversi. Ma una convinzione che si è rafforzata progetto dopo progetto: il finanziamento è una grande opportunità per accelerare l'innovazione, purché sia al servizio di una strategia industriale concreta.

Ottenere un contributo è importante. Essere in grado di realizzare il progetto per il quale quel contributo è stato ottenuto lo è ancora di più.

Gestire il cambiamento, dentro le organizzazioni

Accanto alla ricerca e sviluppo, abbiamo continuato a lavorare nella gestione di progetti complessi per aziende private e organizzazioni pubbliche.

In particolare, i progetti di trasformazione digitale e quelli in ambito sanitario ci hanno confermato quanto sia difficile introdurre un cambiamento reale all'interno di un'organizzazione.

Non è sufficiente sviluppare un buon software, acquistare una nuova tecnologia o definire un piano di progetto ben strutturato.

Occorre conoscere i processi esistenti, comprendere le esigenze delle persone che dovranno utilizzare le nuove soluzioni, coordinare fornitori e professionisti con competenze differenti e, soprattutto, fare in modo che le decisioni vengano prese nei tempi necessari.

Nella gestione dei progetti ci sono strumenti, metodologie e competenze professionali che consideriamo fondamentali. Ma c'è anche una dimensione che nessuna metodologia può sostituire: la capacità di entrare davvero nella realtà dell'organizzazione con cui si lavora.

Capire perché una decisione tarda ad arrivare, perché una soluzione tecnicamente corretta incontra difficoltà operative o perché due interlocutori hanno aspettative diverse rispetto allo stesso risultato.

È spesso qui che si gioca una parte decisiva del successo di un progetto.

Il nostro modo di lavorare: immergerci fino al collo

Quando abbiamo costruito Merinnova, volevamo dare una caratterizzazione precisa al nostro modo di lavorare.

Non essere semplicemente consulenti ai quali affidare un'attività, ricevere un documento e magari chiedere un aggiornamento ogni tanto.

Volevamo lavorare ai progetti dei nostri clienti come se fossero progetti della nostra stessa azienda.

Questo significa entrare nel merito delle questioni, conoscere le persone, comprendere i vincoli economici e organizzativi e condividere, per quanto possibile, le preoccupazioni di chi ha la responsabilità di portare avanti il lavoro.

Significa anche non considerare risolto un problema soltanto perché lo abbiamo segnalato in una riunione o inserito in un report.

Se un'attività è bloccata, cerchiamo di capire come sbloccarla. Se un risultato rischia di non essere raggiunto, lavoriamo per individuare un'alternativa. Se una scelta non ci convince, proviamo a discuterne apertamente, anche quando sarebbe più semplice limitarci a eseguire quanto richiesto.

Naturalmente le decisioni rimangono nelle mani di chi guida le organizzazioni. Il nostro compito non è sostituirci ai clienti, ma mettere a disposizione esperienza, metodo e capacità operativa per aiutarli a prendere decisioni migliori e trasformarle in risultati.

È un approccio impegnativo, perché richiede tempo, disponibilità e un coinvolgimento che va oltre il perimetro di una singola attività di consulenza.

In pratica, ci immergiamo fino al collo nel lavoro che facciamo.

E credo che sia proprio questa la caratteristica che vogliamo continuare a coltivare.

Un anno di lavoro, e ancora molto da fare

Guardando a questo anno di Merinnova, quello che mi colpisce maggiormente è la varietà delle esperienze che abbiamo affrontato e delle persone con cui abbiamo avuto l'opportunità di lavorare.

Imprenditori che vogliono investire in nuove tecnologie, ricercatori che cercano di trasformare conoscenze scientifiche in applicazioni concrete, responsabili aziendali che devono governare investimenti importanti, professionisti della sanità e della pubblica amministrazione impegnati a migliorare servizi e processi.

Ogni volta abbiamo dovuto imparare qualcosa di nuovo, confrontarci con competenze diverse e trovare il modo migliore per dare il nostro contributo.

Non tutti i progetti hanno lo stesso livello di maturità, non tutte le difficoltà si risolvono velocemente e non sempre le cose vanno esattamente come pianificato. Fa parte del lavoro.

Ma è proprio questa complessità a rendere interessante ciò che facciamo.

Il prossimo anno vogliamo continuare a far crescere Merinnova, consolidando le competenze nella ricerca e sviluppo, nella finanza agevolata e nel Project Management, ma soprattutto mantenendo l'approccio che ci ha accompagnati fin qui.

Perché, alla fine, il valore del nostro lavoro non sta soltanto nei progetti che riusciamo a far finanziare o nelle attività che coordiniamo.

Sta nella fiducia che le aziende e le persone decidono di darci, permettendoci di entrare nelle loro organizzazioni e di condividere una parte importante del loro percorso.

E quella fiducia, per noi, significa una cosa molto concreta: prenderci cura dei loro progetti come se fossero nostri.

È quello che abbiamo cercato di fare in questo anno di Merinnova. Ed è quello che vogliamo continuare a fare.

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