La L.P. 6/2023 sostiene progetti di Ricerca Industriale (RI) e Sviluppo Sperimentale (SS). Le disposizioni specifiche distinguono le attività finalizzate ad acquisire nuove conoscenze da quelle più vicine alla prototipazione, dimostrazione e validazione in ambienti operativi.
Ricerca industriale
Per ricerca industriale si intendono le attività mirate ad acquisire nuove conoscenze, con finalità di sviluppo di nuovi prodotti, processi o servizi, miglioramento significativo di soluzioni esistenti o validazione di tecnologie abilitanti.
Questa tipologia è caratterizzata da un rischio tecnico-scientifico più elevato, per cui la normativa riconosce un livello di contribuzione più alto.
Sviluppo sperimentale
Lo sviluppo sperimentale comprende attività più vicine al mercato: progettazione e realizzazione di prototipi, test, validazione e dimostrazione in ambienti operativi, attività pre-industriali per avvicinare l’innovazione alla produzione e commercializzazione.
Come bilanciare ricerca e sviluppo
Un progetto competitivo deve avere un mix equilibrato tra ricerca industriale e sviluppo sperimentale: troppa ricerca senza sperimentazione rischia di restare accademica; troppo sviluppo senza basi scientifiche solide rischia di mancare di innovatività.
Perché il PPR conta
Il Programma Pluriennale della Ricerca individua aree e priorità di interesse della Provincia. Se il progetto è coerente con le priorità PPR, può ottenere intensità di aiuto più alte rispetto ai progetti non coerenti con tali priorità.
Intensità di aiuto
La normativa prevede percentuali differenziate per ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con maggiorazioni collegate alla dimensione d’impresa e alla coerenza con il PPR.
- Definire chiaramente quota RI e quota SS.
- Mappare il progetto sull’area o traiettoria del PPR.
- Allineare obiettivi e impatti alle priorità per massimizzare la qualità tecnica della candidatura.
